lunedì 31 luglio 2017

Una frittata che sembra...trippa!

Oggi una ricettina velocissima che la nonna Beppina mi faceva, quando per il babbo cucinava la trippa alla fiorentina.
Da bambina io odiavo la trippa...che a Firenze è una specialità, esistono ancora delle botteghe dove si va a mangiare il panino con la trippa...una bontà...ora la mangio volientierissimo...ma da bambina assolutamente no!

Allora la Beppina mi faceva la: "la finta trippa" ...una frittata a striscine..che sembrava trippa, ma non lo era!
LA FINTA TRIPPA
Ingredienti per 2/3persone
4 uova
2 cucchiai di parmigiano
2 bicchieri di passata pomodoro
sale
olio evo
vera frittata o finta trippa!

Sbattere le uova, aggiungere il parmigiano, e fare una frittata semplice, semplice.
Preparare la passata di pomodoro, facendola insaporire semplicemente in olio e salarla.
Tagliare la frittata a strisce piccole ed appena la passata è pronta
metterci le striscine ad insaporire velocemente.
Servire con aggiunta di tanto parmigiano grattato al momento.

vera frittata o finta trippa!



Una ricettina molto amata dai bambini...ma se la farete per i grandi,
aggiungete una spolveratina di pepe o di noce moscata !
Nonna Pat

PS: se la fate con la pomarola di pomodori freschi...allora sì, che sarà gradita a tutti!

domenica 30 luglio 2017

Ogni stanza, un ricordo...ogni ricordo, una storia !!!

Vi ho parlato della mia casa dell'infanzia la scorsa settimana ( IN QUESTO POST QUI )...ogni stanza ogni angolo di quella casa ha lasciato un ricordo indelebile nella mia mente...il meno bello, ma anche il più dettagliato, è il ricordo del ripostiglio che era accanto alla porta d'ingresso subito a sinistra accanto all'attaccapanni e la cappelliera.
Se ripenso al fumo delle sigarette che il nonno Baldo si fumava tranquillamente in mia presenza....all'umido  che incorporavo tutti i giovedì in cantina con il nonno Oreste...ed a quanto tempo ho trascorso in castigo nel ripostiglio...comincio a spiegarmi anche perché sono sempre stata debole di bronchi ah ah ah
Certo mi portavano anche al mare, ma con il costume di lana sicuramente facevo delle belle sudate..ora capisco tante cose della mia salute...peccato le persone di cui scrivo sono tutte morte , altrimeni dovrei chiedere un risarcimento per i danni subiti ah ah ah
Tornando al ripostiglio, tutte le volte che ne combinavo una, cioè spesso, secondo il punto di vista della mamma, mi metteva nel ripostiglio al buio!
Io non ero certo tonta da stare lì al buio, perciò dopo un po' accendevo la luce e la spengevo appena sentivo i passi della mamma che si avvicinava per controllare che stessi al buio.
Mentre ero nel ripostiglio, passavo in rassegna ogni cosa che era in quel "bugigattolo" senza finestre...mi ricordo sopratutto l'odore delle cartucce del babbo...il puzzo di sugna con cui puliva  i suoi stivali da caccia, e l'odore di cera da scarpe, che emanavano le spazzole con cui il babbo puliva accuratamente tutte le scarpe che possedeva.!
Era una sua passione...prima sgrassare e poi lucidare ogni paio di scarpe ci stava anche un'ora sul terrazzo del giardino a lucidare le scarpe, diceva che se uno aveva le scarpe sporche, per lui perdeva punti...anche quando in ditta cercava del nuovo personale, la prima cosa che faceva era guardare se chi aveva davanti avesse le scarpe pulite!!!
Potrei fare un inventario accuratissimo del ripostiglio...scope, cenci per spolverare, pane secco per fare la pappa al cane...però mancava uno sgabello per mettermi seduta e a volte mi sedevo in terra sulle mattonelle rosse lucidate di cera rossa e poiché mi sporcavo...poi mi sgridavano anche per quello!
...qui non ero in castigo nel ripostiglio, ma a giudicare dalla faccia,
 forse ero in castigo in giardino!!!
Quando sentivo suonare il campanello vicino all'ora di pranzo, tiravo un sospiro di sollievo ...era il babbo che tornava "Ciao Marisa, dove è la bambina?" e la mamma "Indovina dove è?...mi ha fatto arrabbiare!"
Allora lui prima si dirigeva verso la cucina e guardava dietro la porta, perché a volte la mamma mi metteva in castigo dietro la porta di cucina "Ferma e zitta finché non torna il babbo" diceva...ma se ero nel ripostiglio...dovevo averla combinata ancora più grossa!
Il babbo non trovandomi dietro alla porta arrivava spedito nel ripostiglio, dove io avevo nuovamente spento la luce, e con una faccia burbera, ma che gli scappava da ridere, mi faceva l'occhiolino e faceva finta di brontolarmi...ed intanto mi liberava....ed ecco forse perché sono un po' claustrofobica!...bravi sì, proprio bravi il mio babbino e la mia mammina...io i miei bambini non li ho mai messi in castigo, ma quando ero piccola io andava di moda ...anche a scuola chi sbagliava andava dietro la lavagna o prendeva botte sulle mani.
io nella fila centrale, accanto alla maestra
A me non è mai capitato a scuola mi mettevo sempre nel primo banco e forse ero un po' "furbina " perché sono sempre stata la coccolina della maestra...la mia maestra adorata Flora Cavallo Falqui ... dopo la morte della mamma mi prese sotto la sua ala e mi portò con tanto amore verso le medie, dove non trovai mai più una seconda mamma come era stata lei per me negli anni difficili delle elementari, ma come vi racconterò in seguito trovai una Strega...ma si sa come in tutte le favole dove c'è una bambina orfana c'è sempre anche una Strega...vedi Cenerentola, Biancaneve & company...altrimenti come fa una nonna come me a raccontare la storia  ah ah ah
....prima del "tutti vissero felici e contenti"....c'è ancora tanto tempo !!!.

Buona domenica con la vostra nonna Cantastorie Pat <3 <3
.

sabato 29 luglio 2017

GAMBERONI IN SALSA DI AVOCADO E MELONE

Noi adoriamo sia i Gamberoni, l'Avocado ed il Melone....sarebbe stato impossibile che questa ricetta non ci fosse piaciuta.....ma ci è piaciuta veramente tantissimo!!
La volete provare ??
Allora ve la racconto !!!




GAMBERONI IN SALSA DI AVOCADO E MELONE




Ingredienti
Gamberoni qb
Melone
Avocado
Prosecco
olio sale pepe




Lavare ed asciugare i gamberoni , metterli in una padella con poco olio , a fiamma alta far colorire da ambo le parti, poi innaffiare con poco prosecco , salare pepare e far riposare qualche minuto .
Nel frattempo tagliare a cubetti un avocado ed alcune fette di melone.



Frullare metà cubetti con poco prosecco e gli altri cubetti lasciarli per guarnire il piatto.
Mettere la salsa ottenuta dall'avocado, melone e prosecco in un vassoio, porvi i gamberoni con il so sughetto e decorare con i rimanenti cubetti di avocado e melone !!!




Buon appetito dalla vostra nonna Pat

giovedì 27 luglio 2017

INVOLTINI DI PETTO DI TACCHINO E FAGIOLINI VERDI

Sarà capitato anche a voi di voler accontentare i gusti dei vs familiari, ma chi la vuole in un modo chi la vuole in un altro.
Dalla mia polleria di fiducia ho trovato del carpaccio di tacchino ed ho pensato di farci degli involtini, ma chi non ama il prosciutto chi non mangia verdura, chi non vuole il formaggio dentro....allora ho pensato di farli con fagiolini o con champignon per accontentare i gusti della maggioranza...e sono andati a rubaaaaaa!

INVOLTINO DI PETTO DI TACCHINO E FAGIOLINI
                                   

X 4 persone
8 fette di petto di tacchino tagliato fine (meglio se a carpaccio)
Fagiolini verdi lessi
farina
sale ed erbe aromatiche
noce di burro olio
vino bianco(io ho usato il Berlucchi....lo avevo aperto )


Stendere le fettine di tacchino su un tagliere, salare e se possibile usare erbe aromatiche,
porre 5 o 6 fagiolini , lessati in acqua salata, arrotolare e fermare con stuzzicadenti.
In alcune fettine ho messo funghi champignon, per chi non ama i fagiolini.


Infarinare gli involtini e metterli in padella antiaderente calda con noce di burro ed olio, far insaporire e rosolare bene, coprire per qualche minuto per far cuocere dentro, poi scoprire e d innaffiare con vino bianco. Far sfumare il vino per qualche minuto e servire con il sughetto che si è formato.
Ricettina adatta anche ai bimbi che non mangiano volentieri verdura....2 in uno e via !

Buon appetito con nonna Pat ♥

Sfogliatine alla crema e cioccolata...versione estiva

Avevo voglia di qualcosa di dolce, ma leggero e non troppo complicato...
Ho fatto queste sfogliative alla crema e cioccolata fondente...che sono paradisiache !!
Se volete servirle in forma estiva , fate raffreddare la crema prima di servirle !!





SFOGLIATINE ALLA CREMA E CIOCCOLATA...versione ESTIVA



Ingredienti
Una confezione pasta sfoglia rettangolare

x la crema
1/2 litro di latte
4 tuorli di uova
100g r di zucchero
30 gr di farina
vanillina o scorza di limone grattugiato



Srotolare la sfoglia e lasciarla nella carta , poi tagliare a rettangoli regolari
Bucherellare con una forchetta e mettere in forno a 180 gradi fino che la pasta è cotta e gonfiata.


Nel frattempo preparare la crema.
Mettere il latte a bollire con la scorza grattugiata del limone.


Mescolare i tuorli d'uovo con lo zucchero, appena sono ben montati agg. la farina e continuare a mescolare.


Appena è pronto versare il latte bollente sul composto mescolando sempre con un cucchiaio di legno.
Rimettere sul fuoco continuando a mescolare , togliere appena si rapprende , prima che prenda il bollore.


Con un coltello da pane tagliare a metà le sfogliette fatte, poi decidete se le volete mangiare con crema calda o fredda e riempire di crema e scaglie di cioccolata  fondente.


Richiudere con la parte superiore della sfoglia, spolverare con zucchero a velo e cioccolata a scaglie....


.


Appena le mangiate , mi rammenterete....ah ah
Buon dessert dalla vostra nonna Pat

mercoledì 26 luglio 2017

La cugina COSETTA

La cugina preferita della mamma, si chiamava Cosetta...nome azzeccato in pieno, perché era piccolina e magra...e per di più bruttina ...una cosetta di nome e di fatto.
Era comunque molto intelligente e tanto affezionata alla mamma....aveva il problema che non essendo una bellezza, non aveva ancora trovato marito.
Veniva spesso dalla mamma a raccontare i suoi problemi di amore ed io naturalmente assistevo alle loro chiacchierate, provavano a mandarmi via con qualche scusa...ma quando mai una bambina curiosa, dà retta??
Ogni volta aveva un problema di amore, od aveva trovato uno sposato che non glielo aveva detto, o li trovava troppo brutti, perché quelli che piacevano a lei non la volevano...
Gli anni passavano e lei era sempre più preoccupata di non trovar marito.
Aveva un altra cugina che viveva in Australia e che aveva parlato molto bene di lei ad un vedovo italiano, che sarebbe dovuto tornare in Italia in un anno o due.
La Cosetta pregava la mamma di scrivere qualcosa di carino a questo tizio, perché lei era bravissima in matematica, ma non sapeva per niente scrivere; veniva con carta e penna dalla mamma e si faceva dettare lettere prima semplici, poi via via che lui si innamorava di questa meravigliosa ragazza italiana e del suo modo di scrivere, le lettere che la mamma scriveva per lei diventavano sempre più lunghe e più belle.
Il babbo brontolava, non voleva che la mamma si prestasse a questo gioco ...forse era anche geloso, ma la Cosetta faceva così pena e tutti volevano che si sistemasse una volta per tutte, che la mamma continuò ad aiutarla.
Quando IL TIZIO ...venne in Italia e vide la Cosetta che dal vivo era molto più brutta della foto che si era fatta fare dal fotografo un po' di lato, perché si vedessero i capelli unica cosa bella di lei...rimase molto deluso ...ed ancor più deluso quando nel modo di esprimersi non ritrovò più la donna di cui si era innamorato.
Dopo un po' che si frequentarono, il tizio si dileguò e la Cosetta tornò a piangere dalla mamma, davanti ad una tazza di the nel salottino da fumo....e continuò a piangere anche in primavera ..in giardino seduta sotto il nespolo!!!

la mamma...

Io scuotevo la testa a vedere quelle due abbracciate sulla panchina e pensavo che fortuna mi era capitata ad avere una mamma così bella e brava...perché io la cugina Cosetta e tutti i suoi fidanzati immaginari ...era da un po' che gli avrei mandati a fare un giro!!!
Ma forse no...perché anch'io volevo bene a quella...cosetta...l'unica cosa che decisi è che non volevo rimanere zitella ...perché doveva essere troppo brutto non avere un marito accanto andare a letto sola tutta la vita ..e non avere figli....io un fidanzato me lo dovevo trovare presto finchè ero bellina !!!
A 18 anni mi sono sposata a 19 sono diventata mamma, mi ero messa avanti..avevo trovato subito il ragazzo dei miei sogni...andare a letto sola e non avere figli ...non sarebbe piu' stato per me un problema!....Povera Cosetta con tutti i suoi piagnistei, mi aveva fatto capire fin da piccola cosa desideravo piu' di tutto dalla vita !
Oggi bo mantenuto la promessa non vi ho fatto piangere ! Buona domenica dalla vostra nonna Pat cantastorie per amore !♥

martedì 25 luglio 2017

Torta alle pesche, con yogurt e mandorle

Un altro piacevolissimo pomeriggio con le nipotine...
...quanti dolcini abbiamo fatto in questo periodo di "Campo estivo"!
Un giorno mi hanno chiesto "Nonna facciamo un dolce ?"
Ok topine oggi facciamo :
LA TORTA DI PESCHE YOGURT E GRANELLA DI MANDORLE
ingredienti
4 uova
200 g di zucchero
250 g yogurt bianco dolce
250 farina
50 fecola di patate
1 bustina di lievito
3 pesche
granella di mandorle
zucchero a velo (a piacere, noi non lo abbiamo messo)

Montare le uova con lo zucchero per almeno 10 minuti, quando saranno soffici e spumose unire lo yogurt poi fecola , girare dal basso verso l'alto, quando fecola sarà incorporata, unire poco alla volta farina ed infine il lievito.
...le degustatrici di impasti...

Imburrare ed infarinare uno stampo di 24 cm versare il composto e sistemare a raggiera le pesche tagliate a spicchi mettere in forno granella di mandorle


e porre in forno a 170gradi per 40 minuti
Togliere far intiepidire e conspargere di zucchero a velo, noi avevamo troppa voglia di mangiare la torta che ci siamo dimenticati di mettere lo zucchero a velo ah ah
Buon dessert o merenda con nonna Pat ♥

Un insalatina estiva da fare in 5 minuti..un pò italiana un pò francese !!!

Ispirandomi alle " Ricette del vero amore" il libro da cui ho già estratto 2 ricette che vi ho presentato (  CLICCANDO QUI, LA TARTE TATIN ,  e QUI LE COSCE DI POLLO AL MIELE" ) ho fatto oggi una insalatina , ma di francese ho usato solo il formaggio ROQUEFORT, poi l'ho fatta a modo mio...a noi è piaciuta tantissimo!!

                       INSALATA DI VALERIANA AL ROQUEFORT




Tempo necessario 5 minuti
Ingredienti:
Insalata Valeriana, già pulita
Funghi CHAMPIGNON...già tagliati
Mirtilli rossi freschi una confezione
Una fetta di formaggio ROQUEFORT...simile al nostro gorgonzola...che se gradite potrete usare al posto del suddetto formaggio, basta sia il tipo stagionato,..non morbido
olio, sale, pepe, spruzzo di aceto balsamico.







Dopo aver lavato la valeriana ed i funghi...asciugate bene, porre in una zuppiera, aggiungere parte dei mirtilli freschi, preparare una vinagrette con olio, sale pepe ed aceto balsamico ...poco ...emulsionare bene...aggiungere all'insalata ..poi aggiungere ROQUEFORT a pezzettini...e servire aggiungendo ancora mirtilli.... se avete del pane tostato sarà il massimo!!

Oggi ricettina molto veloce, ma io dopo tutti i mangiari francesi ho bisogno di mangiare semplicemente e soprattutto sano !!!
Fatemi sapere se vi è piaciuta...
baci dalla vostra nonna Pat !

domenica 23 luglio 2017

La casa di quando ero bambina

 Se sogno la casa di quando ero bambina, non vorrei mai svegliarmi, perché mi sembra di essere sempre vissuta lì, anche se gli ultimi 3 anni che ho vissuto a Firenze prima che ci fosse l'alluvione ho abitato in una casa nella stessa strada..ma mai "sentita" come casa mia!

Era molto bella la mia casa, un pianterreno in via del Ghirlandaio ...vicino al Lungarno.
Era molto grande, forse perché ero piccola e mi sembrava enorme!
Due belle finestre con inferriate tonde sul davanti, 3finestre ed una porta finestra che davano sul giardino...
Entrando si vedeva dall'ingresso il "salottino da fumo", con la porta finestra luminosissima che dava sul terrazzo per scendere in giardino...il mio parco giochi in alternativa al letto della mamma!
la mamma alla porta-finestra del "salottino da fumo"
A sinistra c'era la cucina con attrezzature che per l'epoca erano un lusso, avevamo perfino la ghiacciaia ed ogni 2 giorni passava il ghiacciaiolo a portare il ghiaccio per mantenere il cibo...non esistevano i frigoriferi, noi ad avere la ghiacciaia eravamo dei privilegiati, infatti la signora del primo piano, che era una professoressa di musica zitella, veniva molto volentieri a portare la roba in fresco da noi.
Voleva sempre sdebitarsi, dandomi lezioni di piano, io ho provato ad andare in quella casa per imparare il piano, ma era tutta scura, sporca, mi faceva paura stare con lei, e non ho mai voluto sapere di tornarci dopo 2 o 3 volte che ci sono andata.

Accanto alla cucina c'era la stanza dove dormivo io con la donna di servizio che avevamo...vi ricordate la Marisa chiamata Maria, che non voleva che il babbo mi mettesse le scarpe vecchie?
(ve l'ho raccontato IN QUESTO POST QUI )
Mi adorava ed io che non ho mai dormito volentieri da sola, dopo che tutti erano andati a letto...infilavo nel suo e lei poverina mi faceva posto per farmi contenta.

io nel mio angolo preferito del giardino
Accanto c'era la camera dei miei genitori, che aveva quella bella finestra con le inferriate tonde...nei pomeriggi caldi se la mamma era a letto, mi facevo mettere dalla Maria sulla finestra, sedevo nel tondo dell'inferriata e salutavo o parlavo con i passanti della zona che mi conoscevano... già iniziavo a fare pubbliche relazioni ah ah ah!!!

Alla destra del salottino da fumo, dove c'erano un divano e 2 poltrone marroni, tutte bordate di beige ed un tavolino di vetro con le zampe beige, c'era "LA SALA DA PRANZO".... la stanza dove si pranzava se c'erano ospiti, perché di solito si mangiava sempre in cucina che era molto grande..(sarà per questo che io amo le cucine grandi).
La sala da pranzo per me era affascinante...un bellissimo tavolo ovale di mogano lucido, 2 mobili dello stesso stile che contenevano i serviti della mamma ed il mio preferito...un mobile bar con tutte le bottiglie ed i bicchieri protetti da uno sportello, composto da tanti piccolissimi specchietti messi a mosaico, che ogni tanto io mi divertivo a staccare, nascondendoli per non farmi brontolare....e meraviglia delle meraviglie...sopra il mobile bar...IL GRAMMOFONO!...con tanti dischi 78 giri di opere o canzoni edite dalla "Voce del padrone"...famosa casa discografica dell'epoca!

Da la sala da pranzo attraverso un piccolo corridoio, si andava nella "STANZA IN FONDO"...una stanza che ogni bambina curiosa come me avrebbe adorato!
C'erano 2 armadi pieni di abiti con cui io giocavo "alle signore"....una macchina da cucire, un tavolo grande dove si stirava, pieno di appretti, smacchiatori, e ferri da stiro uno più pesante per la roba pesante, uno più leggero per i capi delicati.
La "stanza in fondo" aveva un uscita di servizio, che rimaneva sempre sprangata con un chiavistello, per me troppo pesante da spostare, ma che guardavo spesso architettando di uscire di soppiatto....ma non mi fu mai possibile, prima perché ero troppo piccola, poi perché per sicurezza venne parata con un armadio.

Quella casa non era di nostra proprietà e dovemmo lasciarla perché fu trasformata in negozi ed uffici, per il babbo fu un grande dispiacere perché lì dentro c'erano tutti i ricordi più cari...la Beppina invece disse che era meglio, perché l'altra era più piccola e c'era meno da pulire...anche se puliva sempre l' Olimpia!
Io ero una ragazzina, e quando la lasciammo pensai che la nuova era più comoda per andare a giocare al circolo dove mi ritrovavo con le amiche...ma sicuramente mi creavo un alibi per non soffrire, perché anche se ci passo adesso, ed al posto delle belle finestre con le inferriate tonde ci sono 2 negozi, vorrei poter entrare e vedere se dietro a quei negozi...ci sono dei pezzettini di cuore...che io senza volerlo mai ammettere, ho lasciato lì.!!
Buona domenica amiche belle questo è il quindicesimo racconto ..e sono molto emozionata ...ho tante cose da raccontarvi...belle e meno belle ...spero di avervi sempre accanto !! Vostra Pat <3

venerdì 21 luglio 2017

TIRAMISÙ AL LIMONE E LIMONCELLO

Difficilmente faccio ricette di dolci, ma almeno per i compleanni il dolce lo voglio fare io...sempre per abbinare la cucina con l'amore per chi si cucina!
Oggi vi posto la ricetta del secondo dolce fatto per il compleanno di mia figlia.

TIRAMISÙ AL LIMONE E LIMONCELLO

250g di mascarpone
200g panna da montare
5 cucchiai di zucchero
2 uova
1 limone grosso non trattato o 2 piccoli
bicchierino di Limoncello
Pavesini


Separare i tuorli dagli albumi, montare gli  albuni a neve ben ferma  
mettendo anche un pizzichino di sale .

Sbattere i tuorli con 4 cucchiai di zucchero con le fruste elettriche finché il composto risulti bello spumoso! Aggiungere alla crema il mascarpone a cucchiaiate messo delicatamente, unire una spruzzata di limone e un pò di limoncello.
In una scodella preparare limone, limoncello ed  allungare con un po' di acqua se ci sono bambini.
Montare la panna, aggiungerla al composto di mascarpone.
Dopo aver mescolato tutto delicatamente con cucchiaio di legno, preparare un contenitore, mettere un po' di crema fatta ed iniziare ad assemblare il tiramisù alla maniera tradizionale ...pavesini bagnati nel liquido preparato, fare una strato di crema ed uno di pavesini .
Terminare con uno strato di crema, un' abbondante grattugiata di scorza di limone e decorare con qualche fettina di limone .
Mettere in frigo per circa mezz'ora  o anche più a vostro piacimento .


Due dolci in un giorno per me è una novità, ma hanno in pratica gli stessi ingredienti così che farli insieme è risultato semplicissimo .


Ancora ...buon dessert ...con la vostra nonna Pat !

mercoledì 19 luglio 2017

Non vi ho mai presentato la mia adorata Oli

Non vi ho mai parlato di una presenza che è stata molta importante nella nostra famiglia e che per 14 anni ci ha dato tanto amore ed anche un po' di confusione, ma sempre con tanta allegria, la nostra dalmata Oli.



Quando abbiamo deciso di prendere un cane in famiglia, lo abbiamo fatto senza pensare troppo a che razza di cane fosse più congeniale alla nostra vita, al nostro carattere, ma abbiamo pensato solo che ci piaceva prendere un dalmata.
Qui Oli è con il nostro gattino che lei aveva adottato come figlio, arrivando perfino ad far finta di allattarlo ...erano 2 animalini amorosi  ed inseparabili. Quando è cresciuto e non voleva più essere tenuto appiccicato ..lei  si arrabbiava come fa una mamma !

Doveva essere una sorpresa per i ragazzi e siamo andati a sceglierlo solo noi 2
Erano tanti nella cucciolata ma tutti un po'impauriti, meno una lei ....ci è venuta incontro come se non aspettasse altro che noi.
Me ne sono innamorata subito ed è stato difficile aspettare la mattina di Natale,l'avrei portata via immediatamente!
Mentre aprivamo i regali di Natale è suonato il campanello e da dentro una bellissima cappelliera è spuntato quel musino amoroso che ha conquistato tutti.
Era da quando ero piccola che non avevo più avuto cani e per i ragazzi questo era il primo.
Un amica molto amante dei cani, mi disse che avevo sbagliato.
 Il dalmata  non aveva un carattere facile per chi non aveva dimestichezza con i cani e se non veniva ben educato poteva essere molto difficile da tenere.
Aveva ragione sono stati 14 anni bellissimi, ma intensi, per una famiglia poco a casa come eravamo noi.
Erika ha voluto chiamarla Olimpia, nome di mia nonna che avrebbe voluto per sé.
Io mi trovavo in imbarazzo con il babbo che non avrebbe gradito il nome della madre al nostro cane ah ah così la chiamavamo Oli.
Era affettuosissima  voleva stare sempre e solo con noi la sua più grande felicita era vederci tornare dal lavoro....faceva pipi ovunque dalla gioia ci buttava in terra e ci rotolavamo con lei sul pavimento in una casa che ci eravamo abituati a sgomberare ogni volta che uscivamo, tappeti arrotolati  cuscini del divano alzati, perché se non la portavamo con noi , mordeva cuscini e tappeti per farci capire che era arrabbiata.
Se la portavo a negozio, non stava ferma un minuto , saliva e scendeva continuamente le scale, dalla gioia di essere con noi!Se la tenevamo al guinzaglio in negozio piangeva ed abbaiava, se la portavamo a spasso ...ci tirava come se fossimo su una moto slitta ah ah Era un fenomeno, appena ci sedevamo  sul divano ,faceva di tutto per venirci in collo il suo sogno segreto penso fosse quello di essere un barboncino per stare fissa in collo ed in una borsa.


 Ho ancora segni sulle porte di casa dei suoi unghielli che grattavano alla porta anche se andavamo in bagno lei voleva essere con noi !!
E' morta in pochi minuti , per un problema fulmineo allo stomaco che colpisce spesso i dalmata.....
Ho pianto tutte le mie lacrime come sto facendo adesso nel parlare di lei .
Appena è successo , ho chiamato piangendo la solita amica che dispiaciuta mi ha confessato di essere sempre stata stupita, perche' non avrebbe mai creduto che avremmo resistito 14 anni con un cane così caotico!
Lei non era un cane per noi , come tutti coloro che amano i loro cuccioli lei era diventata ...la nostra caotica compagna di vita...che ci ha dato più amore di quello che siamo riusciti a dare noi a lei , non potendo stare con lei il tempo che ci avrebbe voluto tutti per sè !!!

Chi ha o ha avuto un cane lo può capire !

Dite la vostra che ho detto la mia !!
Buona domenica dalla vostra nonna Pat❤



lunedì 17 luglio 2017

SEMIFREDDO AL TIRAMISU

Per il compleanno di mia figlia volevo fare un dolce un po'diverso ed estivo
Ho trovato sul blog di Giallo Zafferano questo meraviglioso semmfreddo che, anche se non è una mia ricetta o di famiglia come faccio al solito...lo diventerà...perché l'adottiamo !

                                               
SEMIFREDDO AL TIRAMISU

250gr savoiardi
250gr mascarpone
150ml panna da montare
2 uova intere freschissime
2 cucchiai zucchero semolato
caffè 6 tazzine +Whisky , se invece ci sono bimbi sostituire con vin santo ed il caffè con il decaffeinato


Preparare il caffè, zuccherarlo e lasciarlo intiepidire, aggiungere un po' di vin santo o whisky.
Intanto separare tuorli da albumi, montare gli albumi a neve ferma ed i tuorli a parte con lo zucchero ottenendo una bella crema spumosa, aggiungere a questa crema le cucchiaiate di mascarpone sempre continuando a mescolare con le fruste.
A parte montare la panna ed incorporare alla crema al mascarpone, aggiungendo gli albumi con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una crema omogenea.
Prendere uno stampo da plumcake, iniziare a rivestirlo con i savoiardi inzuppati nel caffè.
Fare prima il piano poi rivestire anche lateralmente.
Appena pronto, versare nello stampo la crema di mascarpone e panna, ricoprire con altri savoiardi....chiudere con una pellicola e mettere in freezer per almeno 2 ore.
Molto buono anche fatto il giorno prima...togliere dal freezer 30 minuti prima di essere consumato.
Capovolgere in un vassoio e servire tagliato a fette !
Grazie Giallo Zafferano, ricetta ottima ...veloce e di grande effetto.
Buon dessert da quella golosa della  vostra nonna Pat♥

domenica 16 luglio 2017

Pubblichi una foto e poi ti fai una domanda!

Mi ero alzata allegra stamattina, dopo la bella giornata di ieri !
Ho pubblicato la foto ricordo.
Poi una telefonata, un colpo allo stomaco...
Ieri c'è stato un incidente, è morta una bambina di 8 anni di Prato.
Dopo lo sbigottimento che fai ?
Vai a ricercare il profilo Fb della mamma e ti senti ancora più scombussolata .
Guardi quelle meravigliose foto di momenti felici, ti sembra quasi di profanare la vita di una famiglia che improvvisamente è cambiata !
Ti domandi se è giusto che mentre siamo al top della nostra gioia, si abbia voglia di comunicarlo a tutti i nostri contatti.
Ti senti spiazzata, ma sai che vivendo nel mondo dei social passato l'attimo in cui ti poni questa domanda, lo rifarai , ripubblicherai !



Forse noi che amiamo il virtuale è così che dobbiamo vivere la nostra realtà,comunicando giornalmente con contatti che sappiamo che ci vogliono bene virtualmente.

Forse è così che pubblicando,cerchiamo di esorcizzare quello che ci può aspettare dietro l'angolo.

Forse è così che raccontando, scrivendo, pubblicando foto, continueremo a dare vita anche a quei sorrisi che si sono spenti, ma che non dovremmo mai dimenticare di aver goduto sul volto che ci appare davanti !



Non ci sono parole per accettare queste tragedie...mi fermo qui!

Un bacio verso il cielo ed un abbraccio a quella famiglia!

Vostra nonna Pat❤

Il tempo senza età !


Ho letto un libro piccolo, ma intenso che si intitola :




IL TEMPO NON HA ETA'
La vecchiaia non esiste

Ero scettica prima di leggerlo, il solito manuale di come rimanere giovani, mi sono detta quando me lo hanno regalato.
Invece mi è piaciuto molto!
Semplicemente spiega che anche se gli altri ci vedono vecchi, noi dentro ci sentiamo giovani  fino alla fine, per questo "tutti muoiono giovani " !
Non ci avevo mai pensato, le mie nonne erano vivaci ed attive,ma a me bambina sembravano vecchissime ed avevano la mia età.
Sicuramente nel loro io si saranno sentite delle ragazze,anche se il loro aspetto era di vecchiette ,
Questo oggi accade anche a me ...a volte se passo davanti allo specchio in un momento in cui mi sento in forma , rimango sbigottita dall'immagine che vedo ..chi è quella signora???
Io mi sento una ragazza ah ah
Raggiunta l'età in cui succede che qualcuno ti cede il posto sul metrò, l'autore inizia ad interrogarsi sul tempo che passa.
"Conosco la mia eta' posso dichiararla , ma non ci credo!"scrive il grande antropologo, per evidenziare la differenza tra il tempo e l'età
Perché sono gli altri a dire che siamo vecchi, a definirci secondo luoghi comuni, ma questa etichetta resta superficiale e lontana da quel che avvertiamo dentro di noi.
Dunque, la vecchiaia non esiste.Certo i corpi si logorano, ma la soggettività resta in qualche modo, fuori dal tempo ed è così che, come scrive Auge'alla fine di questo libro luminoso,"tutti muoiono giovani".
Lui e'un grande amante dei gatti, di cui ammira la saggezza ed osservando il gatto che aveva da ragazzo, capisce ancor meglio il corso della vita di noi tutti.
Racconta che questo gatto era tremendo, sciupava tutto con i suoi unghielli, prendeva la mira e dal pavimento saltava sul tavolo da li puntava alla credenza ed una volta arrivato, guardava tutti fiero di aver conquistato il suo obbiettivo.
Poi ha iniziato ad accontentarsi di riuscire ad arrivare sul tavolo, piu'tardi quando se ne stava pacifico in poltrona, senza cercare di saltare, l'autore crede di fargli cosa gradita nel prenderlo ed appoggiarlo sulla credenza dove da solo non arrivava piu'.
Il gatto sulla credenza e'a disagio lo guarda atterrito, mentre riprende la sua aria felice e sicura rimanendo comodamente in poltrona a godersi quello che adesso ama fare, riposare senza mettersi piu'alla prova, sapendo che il tempo della credenza e'ormai lontano, ma ha imparato a godere di altri piaceri.
Non voglio dirvi altro nel caso vi faccia piacere leggere questo piccolo libro di sole 104 pagine, ma così intense e veritiero che potrebbe essere stato scritto da chiunque abbia la fortuna di arrivare a questa periodo della vita!
Buona domenica, dalla vostra nonna Pat❤


PS....un punto che mi è piaciuto tantissimo è quando un nonno definisce i nipoti"piccoli vendicatori".....chi è nonno mi capirà, noi lasciamo i nostri geni ai nostri nipoti, che ci faranno ricordare per sempre ai nostri figli, anche se molti non ci fanno caso subito !

martedì 11 luglio 2017

POLPETTINE DI PANE E SALVIA FRITTA

Non riesco a far capire a mio marito, che in casa il pane non lo mangia più nessuno .
Andare a comprare il pane per lui è un rito giornaliero così per non gettarlo, devo continuamente inventarmi come usarlo.
Vi ho insegnato la Torta di Pane, Panzanella tradizionale o crocconte, lo Sformato di pane, adesso è il turno delle:



 POLPETTINE DI PANE!



Ingredienti:
Pane casalingo raffermo
1 o 2 uova secondo la quantità di polpettine
Prosciutto cotto
Parmigiano
Nocemoscata
Prezzemolo
Pangrattato
Olio di arachidi
Foglie di salvia da friggere insieme, che potrete fare anche pastellate, io l'ho messe semplicemente insieme e tolte appena croccante.

(potete variare gli ingredienti anche secondo cosa avete in frigo tipo mortadella o salsiccia al posto del  prosciutto cotto o mettere groviera al posto del parmigiamo)


Mettere a rinvenire il pane in acqua per circa mezzora, appena è morbido, strizzarlo e sbriciolarlo con le mani.

Lasciarlo dentro un colapasta con sotto una scodella, per un po'in frigo risulterà più compatto.



Mettere nel mixer tutti gli ingredienti ed alla fine aggiungere anche il pane .



Formare con il composto delle polpettine che passerete nel pangrattato e friggerete in olio caldo come fate con quelle di carne,


Non ho provato a farle in forno, ma forse potrebbe essere un idea!

A metà cottura delle polpettine, aggiungere  in padella ,foglie di salvia appena colta per dare al piatto un po'di colore e che saranno le prime ad essere finite.

Se volte fare  la SALVIA FRITTA IN PASTELLA , dovrete usare un altra padella e friggere le foglie di salvia, che avrete passato in una pastella fatta con :

Farina di riso
Acqua minerale gassata freddissima
Sale


Buon appetito dalla vostra , nonna Pat❤
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